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s.stefano fornace
 

 I Biotopi "Le Grave" e "Monte Barco"

Non lontano dal Lago di S. Colomba si trova la piccola area protetta denominata “Le Grave”, tutelata in qualità di biotopo di interesse provinciale dal 1988. Si tratta di una zona dove è presente il curioso accostamento tra la piccola torbiera “le lore” (nel vernacolo trentino “lora” significa “imbuto”) che ospita rare specie vegetali e animali e il sovrastante dosso “le grave” (“grava” è il termine dialettale con il quale è chiamata una distesa di sassi), ricoperto di stentati pini silvestri, veri “bonsai” naturali. Il particolare nome di quest’ultima elevazione è legato al fatto di essere ricoperta da uno spesso strato di detriti minerari portati alla luce e abbandonati dagli antichi metallieri e, in epoca molto più recente, dalle miniere di barite attive fino ai primissimi anni ’60 del secolo scorso.

 

pino silvestre

 

Il Biotopo "Monte Barco" occupa la porzione più settentrionale dell'altopiano del Monte Calisio - Argentario, una vasta area subpianeggiante caratterizzata dall'alternanza di modesti rilievi e ampie conche. Tale morfologia dolcemente ondulata deve la sua origine all'esarazione glaciale, ovvero all'azione modellatrice che i ghiacciai del periodo Quaternario (terminato circa l5.000 anni or sono) hanno esercitato sul territorio. La superficie del Biotopo è occupata quasi totalmente da boschi; la continuità della copertura boscosa è però frequentemente interrotta per la presenza di paludi che occupano il fondo delle depressioni sopra citate. Le zone umide che punteggiano la superficie del Biotopo sono ben 21 e la loro presenza conferisce alla zona protetta un aspetto paesaggistico originalissimo, praticamente unico in tutta la provincia di Trento. Il bosco è costituito in massima parte dalla Pineta di Pino silvestre (Pinus sylvestris) con Erica (Erica carnea), nella quale sono ospitate anche alcune latifoglie, come la rovere (Quercus petraea); nella porzione sud-orientale si rinviene invece una Pecceta montana costituita quasi unicamente da abete rosso (Picea excelsa). Le zone umide sono stagni, paludi o torbiere generalmente di modeste dimensioni. Alcune di esse in passato avevano un certo interesse per l'estrazione della torba, che può raggiungere lo spessore di 2 o 3 metri. Ciascuna conca umida, in virtù delle proprie caratteristiche fisiche, ospita una flora ed una vegetazione particolari, spesso comprendenti specie rare o rarissime. Tra le torbiere, alcune sono alberate con pino silvestre e betulla (Betula pubescens).

 

 

 

 

Lo straordinario mosaico ambientale costituito dall'alternanza di aree boscate e zone umide rappresenta una situazione ecologica molto complessa e articolata, in grado di garantire la sopravvivenza ad un notevole numero di specie della fauna selvatica, alcune delle quali assai rare.
I boschi, grazie al favorevole stato di tranquillità in cui si trovano, ospitano molteplici tipi di uccelli e mammiferi, tra cui anche specie molto sensibili al disturbo quali il francolino di monte (Bonasia bonasa), lo sparviere (Accipiter nisus), il
tasso (Meles meles), il capriolo (Capreolus capreolus) e il cervo (Cervus elaphus). Negli stagni, nelle paludi e nelle torbiere, oltre alla ricchezza di fauna invertebrata tipica delle zone umide, vivono la biscia dal collare (Natrix natrix) e si riproducono varie specie di Anfibi: il tritone alpestre (Triturus alpestris), la rana di montagna (Rana temporaria), la rana verde (Rana sinkl. esculenta), il rospo comune (Bufo bufo) e l'ululone dal ventre giallo (Bombina variegata). Nel loro complesso, dunque, le zone umide conferiscono al Biotopo una straordinaria varietà ambientale ed una ricchissima serie di elementi naturalistici diversi. Questa preziosità è ulteriormente incrementata dalla collocazione dell'area protetta, che rappresenta una sorta di isola di naturalità immersa in un contesto territoriale interessato da molteplici attività umane, tra cui la distruttiva attività di estrazione del porfido. Infine, la vicinanza con il capoluogo provinciale rende il Biotopo Monte Barco un luogo privilegiato per l'escursionismo naturalistico.

 

 


Il Percorso

 

 

Visita al Biotopo Le Grave

 

Dal Lago di S. Colomba si accede direttamente al sentiero attrezzato che conduce all’interno del Biotopo, il lago può essere raggiunto salendo da Trento e da Civezzano, oppure dalla Valle di Cembra, salendo da Albiano. L’intero percorso può essere portato a termine in circa due ore e mezzo, tenendo conto di un passo tranquillo e di brevi soste. Il tracciato non comporta alcuna difficoltà tecnica, ma qualche tratto in salita richiede un minimo impegno fisico. La naturalità del territorio suggerisce abbigliamento e soprattutto calzature adeguati.

Lungo il tracciato alcune tabelle offrono spunti, individuando punti di particolare interesse, nei quali si suggerisce una sosta per osservare gli aspetti più preziosi di questo biotopo. Essendo un territorio protetto, in questo biotopo vigono precise norme di comportamento. L’invito è a rispettarle rigorosamente.

 

 

                                                                   

                                       


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