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Le rocce del Calisio 

L’altipiano del Calisio è caratterizzato da una lunga e complessa storia geologica iniziata 300 milioni di anni fa. Nell’area affiorano formazioni rocciose che vanno dalle filladi quarzifere (paleozoico superiore) fino ai depositi quaternari attuali e recenti.
Le rocce più antiche si trovano nel settore orientale (Torchio e Seregnano) mentre quelle più recenti affiorano quasi in successione scendendo da Civezzano verso Trento. La profonda attività tettonica che ha interessato quest’area e della quale la manifestazione più evidente è la “faglia del Calisio”, ha posto a contatto in alcuni luoghi (Covelo e Magnago di Civezzano), le une con le altre.
L’itinerario proposto si sviluppa a partire dalle rocce vulcaniche porfiriche affioranti a Gazzadina sul Dos di S.Martino,  levigate dai ghiacciai e attraversa le rocce sedimentarie del Triassico inferiore depositatesi in ambiente marino: arenarie e calcareniti organizzate in strati. Gli esempi più spettacolari sono all’ingresso della Canopa Busa del Pomar, dove è possibile riconoscere anche una lente di barite, minerale presente accanto alla galena argentifera.
Nella valletta incisa dal Rio Carpine sono ben visibili gli strati inferiori della formazione di Werfen costituiti da calcareniti, marne e argilliti. L’erosione ha attaccato in maniera differenziata le diverse litologie creando piccole cenge e cornicioni. La vecchia strada che collega Meano a Gardolo di Mezzo scavata nella parete rocciosa a picco sulla forra del Rio Carpine attraversa una linea tettonica che pone a contatto le rocce vulcaniche permiane con i calcari triassici.

(percorsi n. 1, 9, 9A e strada ; lunghezza 5 km; tempo ore 2½)


vena minerale
filone minerale
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